Patto Federativo Polis SA

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PATTO FEDERATIVO POLIS SA

 

 Art. 1 (Denominazione, natura)

Polis Sviluppo e Azione – Federazione Generale (anche Polis SA). L’Associazione persegue finalità di carattere etico, culturale, sociale, civile, politico ed ambientale al fine di promuovere, ampliare, rafforzare, difendere e tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini

Art. 2 (Ispirazione)

Polis SA Federazione Generale vuole essere un modello di organizzazione per la partecipazione attiva dei cittadini liberi alla vita politica, alla ricerca della giusta armonia tra le Poleis. E’ indipendente e autonoma. Vuole essere la città dei cittadini. Nasce in un momento di grande confusione della Storia delle comunità locali, fatto di lotte “di vertice” che non lasciano spazio alla vita reale delle persone.

 

Art. 3 (Sede)

L’Associazione ha stabilmente sede in Via Pecorari, 61 nel comune di Nocera Superiore (SA)

 

Art. 4 (Durata)

Il patto Federativo ha durata illimitata.

 

Art. 5 (Le associazioni federate)

 

Le associazioni federate in Polis SA Federazione Generale sono: (a) dirette; (b) quelle indirette, le quali accettano e sottoscrivono il Manifesto Politico (a) e lo Statuto (b) di Polis SA Statuto  Federazione Generale.

    • Federazioni Dirette:
        • Tutti i soci del territorio, in cui si vuole costituire l’ambito territoriale “definite federazioni dirette”, eleggono e nominano un referente che è l’unico delegato a stipulare con Polis SA Federazione Generale l’adesione al patto federativo. Le federazioni dirette dovranno anteporre, al nome da loro scelto per definire la loro univocità il prefisso Polis SA;
        • Si impegnano a presentare annualmente al Consiglio Direttivo il proprio bilancio;
        • Accolgono la quota d’iscrizione definita da Polis SA Federazione Generale la quale non può in alcun caso subire variazioni. Questa sarà a totale vantaggio della Federata diretta, così come saranno a totale carico della diretta tutte le spese di una eventuale sede e/o di iniziative che la diretta vorrà organizzare;
        • Si impegnano ad inviare annualmente al direttivo di Polis SA i bilanci annuali preventivi e consuntivi.
        • Esse rappresentano, sul territorio ove insediate, una emanazione di Polis SA Federazione Generale e rispondono a quest’ultima nel rispetto delle linee guida generali attraverso l’informazione preventiva delle iniziative che si intendono intraprendere.
        • E’ tenuta, altresì, a concordare con Polis SA Federazione Generale, nel caso di posizioni politiche, eventuali azioni ed alleanze, attendendosi a quanto discusso e deciso dal Consiglio Direttivo di Polis SA Federazione Generale.
        • Saranno considerati membri della Federazione diretta tutti gli iscritti, che vorranno svolgere attività associativa, residenti nei luoghi ove la federata è presente, tranne nei casi in cui l’iscritto, attraverso esplicita richiesta, intenda prestare la propria opera in altre Federate Dirette.
    • Federazioni Indirette:
        • Possono aderire alla Federazione qualsiasi associazione/organizzazione non lucrativa legalmente costituita che, ai sensi del proprio Statuto e delle leggi in vigore, operi senza scopo di lucro, aderendo allo Statuto e/o al Manifesto Politico e che abbia le stesse finalità della Federata Generale.
        • Le associazioni/organizzazioni di cui sopra possono federarsi alla Federazione attraverso la presentazione di specifica domanda scritta al Consiglio Direttivo contenente:
    1. a) statuto e atto costitutivo dell’associazione/organizzazione e relativo codice fiscale;
    1. b) nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza del Presidente dell’ associazione/organizzazione richiedente o di un suo delegato;
    1. c) contatti di comunicazione (sito, mail, social, tel, altro);
    1. d) descrizione delle attività svolte e del programma di lavoro;
    1. e) adesione agli scopi e ai principi ispiratori della Federazione, così come indicati nel presente Patto e impegno alla collaborazione e alla cooperazione con le altre federate.
    • La domanda di adesione è sottoposta all’approvazione del Consiglio Direttivo, che nella prima seduta successiva alla ricezione della domanda completa di tutte le voci richieste, accoglie o respinge la stessa a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, con idonea motivazione, sulla base della documentazione prodotta e sull’esame della effettiva attività svolta dall’associazione/organizzazione richiedente l’iscrizione. In particolare sarà compito del Consiglio Direttivo verificare che tale attività sia svolta secondo i principi che ispirano Polis SA Federata Generale. Il Consiglio Direttivo ha potere di sospendere la propria decisione, rinviando la domanda al soggetto richiedente per chiarimenti o per modifiche ed integrazioni.

Inoltre, Polis SA Federazione Generale, riconosce alle federate la propria autonomia statutaria ed amministrativa, ne rispetta e difende l’autonomia patrimoniale, nonché la personalità morale e giuridica.

Esse accordano a POLIS SA e alle iniziative da questa promosse il massimo sostegno possibile,

sia culturale che operativo/organizzativo.

Polis SA s’impegna a mettere in evidenza, con i propri mezzi di comunicazione, tutte le attività delle associazioni federate, la lista completa delle stesse sulla/e propria/e piattaforma/e oltre all’utilizzo della propria sede centrale.

 

Art. 6 (Limiti del patto federativo)

Polis SA, benché promuove e sorregge un patto federativo, vive come associazione. Le associazioni/organizzazioni attraverso il patto federativo, dichiarano con la loro adesione di condividerne le finalità e le regole definite nel presente documento.

L’ingresso nel patto federativo, o l’uscita da esso, non ha conseguenze formali in ordine all’esistenza di Polis SA, che comunque vive indipendentemente da esse sulla base del proprio Statuto.

Pur mantenendo l’autonomia della singola federata, così come definito all’Art. 5, non è ammesso, pena l’esclusione (federazioni dirette), intese con altre organizzazioni senza l’esplicita autorizzazione da parte del Consiglio Direttivo della Polis SA Federazione Generale.

 

Art. 7 (Ingresso nel patto federativo)

La domanda di ammissione a Polis SA federazione generale è sottoposta al vaglio del Consiglio Direttivo, che esprime al riguardo un parere motivato.

 

Art. 8 (Uscita dal patto federativo)

Le associazioni federate escono dal patto federativo

    • per dimissioni, con presa d’atto del Consiglio Direttivo;
    • per scioglimento, con presa d’atto del Consiglio Direttivo;
    • per esclusione.

L’esclusione di una associazione federata può essere deliberata dal Consiglio Direttivo, in due soli casi:

    • per violazione grave e ripetuta delle regole statutarie e di correttezza inerenti al patto federativo.
    • per gravi motivi di totale incompatibilità riguardo il comportamento dell’associazione federata e le finalità di Polis SA, che siano intervenuti successivamente all’adesione.

L’attuale patto Federativo estende e integra lo statuto dell’associazione Polis SA Federazione Generale, Regolamento e delibere.

 

Nocera Superiore, 02/02/2017                                                    

                                                                             

                                                                                                         

       Il Portavoce

 Mimmo Oliva

Per scaricare il Patto Federativo clicca qui Patto Federativo Polis SA

Per scaricare l’Adesione al Patto Federativo clicca qui adesione PATTO FEDERATIVO

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          Le nostre 7 parole, perchè

“Il populismo è la democrazia degli ignoranti, che segnala problemi reali e propone soluzioni false”. E’ una citazione recente del filosofo spagnolo Fernando Savater che ci fa riflettere e ci rende chiaro il percorso da seguire, o da non seguire. Bisogna che si rifuggano i populismi, si prenda atto che una generazione si sacrifichi per quella successiva con la creazione di una nuova e diversa classe dirigente che si poggi su fondamenti chiari e leggibili. Autentici alla vista, al tatto, al pensiero e alla proposta. La scelta delle nostre 7 parole chiave nasce fondamentalmente da questo.

Azione, Conoscere, Emersione, Impresa, Periferia, Sviluppo, Sud: queste le parole d’ordine.

Perché queste 7 e non per esempio trasparenza, etica, legalità? Semplicemente perchè bisogna che ci si abitui a considerare normale essere trasparenti, legalitari ed eticamente corretti. Perché bisogna capire che il cambiamento dipende da noi e mai come in questo dato momento storico è cosa certa. Perché avere idee, oggi, e cercare di realizzarle è già di per sè rivoluzionario. Perché confrontarsi con gli altri è fuori dall’ordinario. Perché vedere “lungo” può sembrare oltraggioso. Perché cercare di non “dipendere” aiuta, noi e gli altri. Perché seminare aiuta a crescere chi ci sta intorno. Perché dare responsabilità aiuta a non scappare. Perché bisogna cominciare a capire che gli alberi si piantano oggi e i frutti si colgono tra 10 anni, forse. Perché se vuoi raccontare una storia ai tuoi figli e ai tuoi nipoti, quella storia la devi costruire, ne devi essere protagonista.  Perché bisogna scommettere sulle persone, sul capitale sociale che esse rappresentano. Perché le nostre 7 parole sono tutto questo, e altro e altro ancora.

Azione perché bisogna muoversi, darsi da fare, sacrificarsi, modificare, non aspettare, non essere ignavi. Tutto parte da noi, autodeterminarsi è essenziale, partendo dagli uomini e dalle donne, con idee chiare e grande volontà. Azione partendo dalla trincea per frenare l’involuzione, e porre le condizioni per uscirne strategicamente, reagendo. Azione per l’ambiente, per la cultura, per la tutela dei diritti e dei doveri. Solo Azione in contrapposizione all’inerzia e alla rassegnazione imperante. Solo così si marca la presenza.  Perché essa sia efficace ha bisogno di studi del contesto, delle possibilità che cova, delle criticità intrinseche, studiare il campo da gioco insomma. Perché agire significa essere vivi, perché l’azione produce effetti. Noi siamo per una “Società per Azioni” in cui nessuno subisca passivamente lo status quo

 Conoscere  perché solo con la conoscenza non potranno imbrogliarti, solo con la cultura si potranno aprire le menti, solo conoscendo riusciremo a costruire, solo con una corretta informazione scavalleremo il muro che ci spinge in trincea, la conoscenza per noi è un concetto centrale e basilare perché rende consapevoli. Per noi la conoscenza è strumento e arma, per questo sosteniamo che sia inevitabile e non prorogabile investire sulla didattica e sulla ricerca. Conoscere i contesti, i fatti, le opportunità e le minacce, i punti di forza e quelli di debolezza, le logiche, il proprio territorio, le procedure amministrative, i bisogni primari e le aspettative e le modalità con cui questi hanno mutato i contenuti e  i valori tra passato e presente. Solo attraverso la conoscenza puntuale si possono produrre progettualità diverse, alzando in qualche modo l’asticella.  La conoscenza comporta avere radici, è prioritario.

Emersione perché solo dando visibilità a ciò che succede sul territorio, alle persone e tra le persone, uscirà fuori il meglio, o perlomeno ciò che si nasconde. Emersione quale sinonimo di possibilità, rinascita, libertà e responsabilità. Dobbiamo esigere concretezza e risultati certi, e noi vogliamo assumerci questa incombenza. Far uscire dall’ombra e dalla depressione sociale quelli che per noi sono gli attori pincipali: le persone. Il capitale sociale dev’essere in grado di  far emergere i talenti, le idee, le professionalità/competenze.  Bisogna distinguersi e uscire dal piatto allineamento. Ed è un processo che bisogna assolutamente accelerare, per tornare in superficie, respirare, uscire da sorta di condizione di oppressione.

Impresa perché è ciò che trascina una società, è un sistema virtuoso che porta in sé concetti di rete, valorizzazione degli asset portanti per una comunità, coraggio, volontà, equilibrio, caparbietà e conseguente crescita territoriale. Impresa compatibile con il territorio e le sue risorse reali, non grandi aziende, no future cattedrali. Impresa per noi è guardare lontano, avere lo sguardo lungo, ponendo l’attenzione non su quali siano i costi per realizzare i progetti, ma quanto ci costa non farlo. Dobbiamo sostenere l’accesso al micro credito e quindi l’apertura alle sostenibilità del territorio, pensando ad un sistema che potremmo definire FCS (fiducia, credito, sburocratizzazione). Un’impresa che non venga dominata dalla precarietà e dal ricatto sociale. E’ così che le imprese possono porsi quali identità di un luogo.

Periferia perché tutto ciò che non luccica lo è.  Il concetto che deve passare è che esse non sono tutte uguali e quindi ognuna ha bisogno di un proprio progetto per un proprio obiettivo. Le periferie per noi sono sì urbanistiche, sì sociali ma soprattutto mentali, ed è lì che bisogna agire con più urgenza. Quello di periferia è un concetto che non deve essere necessariamente fisico, spesso è un vissuto che si racconta come disagio e rassegnazione. Un nuovo concetto di periferia può essere un nuovo centro di rivoluzione per il futuro, il luogo dove finalmente si possano capovolgere i punti di vista. Tutti abbiamo e riconosciamo una nostra periferia, intima o pubblica che sia. E’ in quelle che comunemente designamo quali periferie che avvengono i primi cambiamenti e non coglierli è peccato mortale.

Sviluppo perché solo con esso si rinsalda un territorio e il suo inevitabile depauperamento. Puntare su cultura, su associazionismo, su un diverso welfare state, sulle persone, sul Sud e le sue risorse è l’unica via percorribile. Avere una strategia chiara rende necessario progettare, pianificare, formare, coordinare. Esso può avvenire solo attraverso la dinamicità, l’innovazione, la flessibilità che questa sorta di glocalizzazione può portare. Se le politiche non prendono in considerazione lo sviluppo non hanno senso. Solo rimanendo in parametri chiari si potrà evadere dall’ambiguità della parola sviluppo, affinchè essa non abbia la solita connotazione: industrializzazione selvaggia, freddo tecnicismo, precarietà dei lavori e delle persone, soddisfazione di bisogni economici tout court. Bisogna puntare ad uno sviluppo sinonimo di progresso etico-sociale di una comunità.

Sud perché solo da esso può ripartire il cammino, è inevitabile. E’ da qui e dalle esigenze estreme che “sopporta” che possono venire le soluzioni. Bisogna ridare credibilità, voglia di riscatto, rispolverare il potenziale in seno. Il Sud si sta avviando verso un processo non di scoppio, come si potrebbe pensare, ma di consunzione lenta e inesorabile, e questa è la tendenza che bisogna assolutamente invertire. Ne va della prospettiva dell’intero Paese.

Primo obiettivo la qualità e la formazione di una nuova classe dirigente e di riporto quindi delle Istituzioni, senza cercare e aspettare aiuti “altri”: il Sud  aiuti se stesso.  Punti in maniera dirompente   sul proprio capitale sociale.

Per scaricare il Manifesto di Polis clicca qui Navigando controvento manifesto